AI MIEI TATUAGGI … CHE NON HO FATTO FARE

75805_391341510962805_2062844888_n
Non ho mai inciso alcuna corteccia intrecciando le mie con altre iniziali, neanche ho mai scritto frasi o vergato urla sull’amore su muri o altrove, come mai ho inciso la mia pelle.
Ma anche se non ho tatuaggi garantisco che è solo per puro caso, e davvero è come se ogni parte del corpo lo fosse, la passione per averne uno mi è nata prestissimo, sin da quando impiastricciavo di saliva una cartina della gomma da masticare per aver il mio contrassegno distintivo, lo ricordo ancora quello che ho preferito: un cuore spezzato, l’ho ricalcato per giorni con il pennarello per mantenerlo il più a lungo possibile, ero affascinato dal veliero sull’avambraccio dello zio ex marinaio e pescatore di frodo e avevo giurato che anch’io me lo sarei fatto.
In casa però guai a parlarne, faccio parte per tipo di famiglia e per età a quell’ambiente che vedeva il tatuaggio solo come una caratteristica di uomini ‘a rischio’ ( galeotti, ex carcerati o peggio consorterie di farabutti ).
A sedici anni avevo deciso di farmi un tribale sulla spalla e un amico Maori che giocava a rugby con me si era offerto di dipingerlo sulla mia cute con un ago sterillizzato sulla fiamma di una candela, inserito in un tappo di sughero adoperando un boccettino di inchiostro di china, la ritenevo un’iniziazione virile e la cosa mi affascinava, ma se ne andò  a fine campionato e il mio tatuaggio rimase nei desideri.
Durante il servizio militare, di stanza in Libano, nelle notti di guardia mi ripromisi di farmelo sulla spalla sinistra e sempre con lo stesso metodo, ma altri avvenimenti mi distrassero da quell’opera, dieci anni dopo, alla nascita del mio primo figlio, insieme agli amici di sempre dopo una notte in cui giurammo che ci saremmo fatti lo stesso tatuaggio e che sarebbe stato un segno caratteristico di noi tutti, andammo a cena per festeggiare la mia paternità, lì io mi ubriacai a tal punto che mi portarono a braccia  a casa e l’unico poi a non tatuarsi fui io.
Sono fatalista, sono sempre stato convinto che se una cosa non deve farsi o non la devi vivere,  qualcosa che te lo impedisce succede sempre ad impedirtelo e io mai ho perpetuato nelle azioni per cambiarne il destino di quell’esito dopo le occasioni avute, ma la voglia del tatuaggio ( dei miei tatuaggi) è rimasta.
Ora ho deciso che cosa tatuarmi, sarà una cosa da ambulatorio, non selvaggia e quasi da routine ascettica, ma è rappresentativa di quello che mi è successo, che riguarda il mio essere ancora qui al mondo,  il bello, è che è lo stesso primissimo ‘quasitatuaggio’ che mi disegnavo da bimbo, D’annunzio è stato profetico quando ha affermato:
” La giovinezza, anche quando erra, porta in sé l’aroma delle rivelazioni future”

AI MIEI TATUAGGI … CHE NON HO FATTO FAREultima modifica: 2015-09-12T11:42:44+00:00da altairinvolo
Reposta per primo quest’articolo

Commenti (7)

  1. Estelle_k

    A me piacciono molto, li ammiro sempre…sugli altri, perchè non ne ho nemmeno uno e mai ne farò su di me, nonostante talvolta l’idea e la tentazione mi è venuta. Il tatuaggio ( quello serio che non sia solo decorazione) è un momento della tua vita intimo ed importante, un significato che vuoi portare con te e da poter visualizzare, come una foto sulla tua pelle. Io….credo troppo nell’impermanenza delle cose, e preferisco un ricordo nella mia mente, che uno sulla pelle. Felice sabato 🙂

    1. altairinvolo (Autore Post)

      sei persona elegante e sono sicuro che sapresti sceglierlo con cura e posizionato come dovrebbe, credo che su di Te starebbe una meraviglia, ne sono sicurissimo 😉

      1. Estelle_k

        questo non lo sò, ripeto…non ne farò mai uno. Buona serata..:)

  2. neimieipassi

    Con i tatuaggi si tocca, per me, un argomento spinoso. Da piccola li facevo anch’io con le cartine, e ogni tanto ancora. Mi sono pentita di non averne mai fatto uno, che sarebbe stato in una parte a me visibile perché avrei voluto poterlo vedere sempre. Saprei anche cosa fare, e ho amiche tatuatrici che mi farebbero pure lo sconto. Ma… ho paura del dolore, lo confesso… ho paura di non riuscire a far finire l’opera perché sento male… e detto da me che, secondo il mio dentista, ho un alta tolleranza alla sofferenza fisica, sa molto di scusa. Però sono tentata, eccome se lo sono 😉

  3. altairinvolo (Autore Post)

    allora lo facciamo insieme daiii !!! POTREI (IN PARTE ) FAR MIA LA RISPOSTA SULLE MOTIVAZIONI …. per quel che riguarda il dolore, tu sei stata madre due volte e non ci credo alla motivazione del dolore ;))) è bello trovarti qui

    1. neimieipassi

      Lo dice anche la mia amica tatuatrice che ha due figli: dopo due parti che vuoi che sia un tatuaggio…se lo faccio, vado da lei. Lo facciamo insieme dici? Ci colleghiamo a distanza e… pronti attenti si inizia!

      1. altairinvolo (Autore Post)

        aspetto allora il via …

Lascia un commento