Archivio mensile: ottobre 2015

IO ODIO

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Io non sono iracondo, ho una capacità enorme di concentrazione e di studio ma quando mi scappano i cavalli so odiare, come so amare, in maniera totalizzante, so odiare di un odio che a tratti prende forma in maniera quasi tangibile

un odio che non scatena ire irrefrenabili, ma diventa lucido e calcolatore e creativo, raramente divento determinato come quando odio

come l’amore l’odio si trasforma e diventa altro, non dura in eterno e non sempre si rivela distruttivo, quello che importa è averne la consapevolezza e io lo so di saper odiare in maniera quasi creativa.

Odio chi con intelligenza commette sorprusi, chi approfitta della sua posizione per trarre vantaggi personali ed umilia, chi non sa stare al suo posto e offende e calpesta sentimenti, chi è talmente cretino da non accorgersi di essere fortunato, chi non sa leggere e chi mette sempre la propria ragione davanti agli altri, odio l’ignavia, l’arrendevolezza. odio l’incapacità di sapersi elevare, chi si accontenta, chi si arrende, chi si giustifica con la passività …

Odio tutto questo perchè ritengo che sia la base della stabilità certa, dello status quo, del ‘quieta non movere’, del compromesso, del facciamoci du spaghi e se metemo d’accordo,  che vieta ad ognuno di imparare a volare e ODIO  chi si fa giudice senza averne requisiti e capacità, e si chiude in una astrusa verità e cerca conferme che arrivano sempre da chi è più cretino e simile, odio il pensiero di massa e non mi riconosco nei cervelli portati all’ammasso.

Odio me stesso quando non riesco a vincermi e cado in quanto scritto sopra e divento intransigente e come sono lo sono con me stesso lo divento con gli altri

TIPE DA PROFILO DI LIBERO

2 di picchesono anni che giro per questo spazio che non cè

e mi accorgo che è davvero una questione generazionale le 40/50 enni che qui scrivono hanno cominciato come me da quarantenni e sono disilluse nella vita e nel proprio profilo lo denunciano, e alcune diventano amare e tristi … denunciano sofferenze inenarrabili e strazi di anime e lacrime per qualche principe non proprio azzurro ( direi proprio marrone stronzo ) che si è presentato in skipe e ha parlato fra un pannolino e la finale della champions e dopo qualche incontro ( causa la moglie, la distanza, i figli, il lavoro, le sigarette, la spazzatura ecc, ecc. ma molto più semplicemente l’incontro con una quarantenne annoiata appena contattata ) è sparito.

Grandi amori non possono nascere qui dentro a quest’età, ma è importante crederci evidentemente, altrimenti come si giustificherebbero certi messaggi o certe incacchiature ?? quello che non capisco è perchè debbano rimetterci quelli che come me arrivano dopo, io ho aperto ora il profilo e ora entro in contatto, che c’entro io con tutte le disillusioni, i guai, le prese per il culo, io sono qui ora e sono una persona diretta e sincera e non voglio sapere di storie che non mi riguardano, tantomeno di lacrime di soffernza che consolano.

Ci sono per fortuna DONNE meravigliose che sanno vivere la propria età e viversi le proprie emozioni, che sanno rapportarsi e sognare, che non vivono come se tutto dipendesse da una risposta e non si abbandonano al proprio recente passato crudele che le ha private oggi del loro amore meraviglioso, DONNE che sanno rinunciare e che con fatica reprimono un volo che le costringerebbe ad abiurare il loro ruolo di mamme o di mogli e sanno mettere da parte la loro parte migliore, per essere sì tormentate ma ferme nel loro essere DONNA

Poi ci sono donne che sbavano per un nuovo amore che le più nemmeno conoscono se non attraverso una foto ( perlopiù falsa ) dovuto ad alcuni messaggi o una descrizione altrettanto pattaccara, vivono il presente  sognando futuri incontri a cui molte volte nemmeno si presentano o negano che il più delle volte è semplicemente motivato  dalle cazzate che questi ometti hanno scritto e che per lo più sono balle  che a loro volta non sanno più come presentarsi e si difendono nell’impossibilità di un incontro e credono di aver vissuto o fatto vivere una passione bruciante, e si grogiolano come novelli playboy, mentre sono riusciti solo a far masturbare il cervello di queste donne a metà davanti ad un monitor e alla lunga il tipo trova altro e sparisce lasciando lacrime false pronte ad asciugarsi velocemente …

MI sono capitate mille tipe di questo genere e inevitabilmente quando dico come la penso divento un insensibile che spara giudizi, ma non sono quelle che più mi fanno sorridere quelle che davvero trovo esilaranti sono le imitatrici dei romanzetti sadomaso in voga o quelle Alberto Noschese dei poveri nelle situazioni  di dominazione, delle poverette che dal primo all’ultimo post o messaggio si raccontano e parlano sempre della stessa cosa … sono di una noia mortale, faccio un esempio: se io amassi raccontare di come amo infilarmi nel culo un cactus spinoso ( prima cosa che mi viene in mente di strano o particolare )  sarei interessante per le prime dieci righ ( per chi voglia farsi una risata o una tesi di psicologia ), ma pure quanti fossero interessati per i più svariati motivi, dopo una serie di post in cui racconto sempre la stessa cosa sarei di una noia assordante … e mi preoccuperei della sanità mentale e del fatto che qualcuno trovasse interessante queste mie sodomizzazioni dolorose ..  anche condendo le mie avventure di particolari che sono la fortuna di pubblicitari di bassa lega, posso vestirmi Versace e girare su auto lussuosissime, andare per party elegantissimi e travestirmi da manager … ma alla fine sempre di un cactus che mi infilo in culo parlo … insomma sarà una cosa divertente per queste/i farsi calpestare l’ego o farsi bastonare a sangue … ma dopo che lo hai scritto una volta, che palle !!!! e goditela da solo/a sta manfrina.

E poi c’è la categoria che trovo più strana e ci casco sempre, qualche messaggio e poi tac, ecco la sparata quanti anni hai e che cerchi ?? dopo che hanno messo in risalto nel loro profilo  che sono domande cretine  e vorrebbero ironia e innovazione e alla risposta di come mi chiamo e chi sono e che faccio diventa una gara a chi sa sedurre e mollare prima che l’altro lo faccia ecchecazzo … un po’ di variante … aspettate almeno che mi esponga uffa … sono già stato mollato dieci volte in un mese e ho ricevuto più due di picche che nei film Il romanzo di un baroUn dollaro d’onorePosta grossa a Dodge CityLa stangataCincinnati KidMaverickLa casa dei giochi; e il più recente Shade, senza dimenticare  Continuavano a chiamarlo Trinità e  Regalo di Natale e La rivincita di Natale..

ma almeno se questo è il duello che si svolge di preferenza qua sopra, almeno ditelo, che voglio essere il due di picche più veloce del nordest Italia

 

 

ESSERE O APPARIRE

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questo post nasce dopo un lungo conflitto interiore dovuto al fatto  se scriverlo o meno …

devo ringraziare due persone ( che nemmeno si conoscono fra loro ) che me lo hanno fatto notare in msg privati nonchè ad atteggiamenti che poi ho ritrovato  e poi  lo devo almeno a me quello che scriverò, allora :

Mi spiace che ci siano persone che mi leggono e non mi commentano, ma sono prodighi/e di giudizi lapidari  in maniera privata senza che io sappia chi o casa sono ( merda ) mi spiace che, sopratutto i profili femminili  quando appaiono nel profilo o interagiscono con me ricevono messaggi di ex mie corrispondenti o presunte tali o  di persone che affermano di conoscermi benissimo, che le disturbano con rassicurazioni sulla mia mala fede o su mie capacità di manipolazione mentale …  e mi spiace che ci sia chi si prende questa briga fanciullesca e cretina di leggermi o giudicare senza apparire e senza il coraggio di mettere opinioni in maniera pubblica sopratutto a me, dispiace sopratutto che qualche cretina poi ci creda e non mi chieda lumi direttamente e si comporti esattamente come una perfetta imbecille …

Mi scuso anticipatamente con quanti /e  riceveranno questi messaggi  e voglio dare rassicurazioni su di me o delle precisazioni su quello che dico o sono … del resto  basta scrivermi … comunque rimango basito e vado avanti …

Una sola precisazione a cui tengo, visto che vengo letto in maniera anonima e criticato in maniera vigliacca, io continuerò a scrivere  e mi piace restare quassù, non sono un seriale conquistatore  o suino da chat e mantengo intatti i miei valori e propositi

Buonissima giornata a tutti/E anche ai codardi

L’uomo coraggioso  muore una volta sola, i codardi tutti i giorni

MELE OD ARANCE

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l’amore ha percorsi diversi, ha strade e sentieri del tutto personali, non si lascia mai intimidire, non addormenta, non sveglia, si abbandona magari su pensieri strani ma si riprende sempre.

chi trova rifugio in cuscini innondati di lacrime e si grogiola in queste  dettate più dal ‘se fosse stato‘ ‘se potessi ‘ ‘ se ...’ ‘se  … ‘ il se cosa o chi,  non è amore, il se è altro, noi siamo legati sempre ad un ‘se qualcosa‘ seguito da un ipotesi per cercare altro da quello che abbiamo e  quando affermiamo questo non proviamo amore, proviamo passione o desiderio, ma è cosa diversa dall’amore.

L’amore è un fuoco d’artificio che brilla e come la cartuccia esplosiva di questo lascia solo una cartaccia bruciacchiata e quando esplode è incandescente ed impossibile da fermare, non ha ‘se’ che lo possano contenere, è totale, tutto il resto ( dubbi, paure, impossibilità ecc ecc )  sono scuse …

Nulla lo ferma e come il morbillo lo prendiamo tutti almeno una volta, è contagioso e basta a sè stesso, non esistono mele avvelenate che possano fermarlo, non ci sono metà perfette di una mela da raggiungere e come le arance noi siamo fatti a spicchi e quindi siamo simili ad arance, il mito platoniano di una metà perfetta che ci completa è fasullo, ci sono cascate milioni di donne e uomini per generazioni su questo mito, noi siamo simili ad un’arancia e ci stiamo benissimo dentro con molti spicchi … con multiformi forme  in questa visione dell’amore e a causa di convenzioni sociali continuiamo a negare questa verità a noi stessi e vogliamo cucire a noi stessi anche l’impossibile …

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PER TE

voglio essere quella caramella che hai succhiato lentamente

sino a farla diventare una sottile lamina

vorrei prendere forma da quel pensiero che non ti ha lasciato tutta la giornata

e che ti ha fatto venire qui per capire

desidererei diventare quel soffio di vento che non bacia mai due volte lo stesso fiore

e che come sai bacia ma non coglie

voglio essere quella voglia che non fa dormire,

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quel battito che parte dalla pancia,

quel fremito che non riesci a trattenere,

quel sospiro che ti sfugge,

quel singulto che non fa deglutire,

quel rossore che tradisce voglie,

quello sguardo che confonde,

quel singhiozzo che si tinge di rabbia,

quell’attimo che tradisce,

quel sì che ti strappa l’anima …

PROSPETTIVE

le cose, i desideri, le aspirazioni, i dubbi, i ripensamenti, i rammarichi, le decisioni, le speranze passano per l’uomo che ora sono e per il mio vissuto che mi ha ora reso così, non potrei essere altro che quello che ora sono e non potrei fare altro che quello che ora faccio.

Passando per quella meraviglia che è la piazza del Duomo della mia città mi sono seduto sul grifo di destra che sta lì a sopportare dolori e chiacchiere, confidenze e miserie  da secoli, compreso le mie, a quattordici anni mi ci sono seduto in groppa le prime volte e da quell’angolo di visuale ho imparato a guardare le cose in maniera non convenzionale.

Cosa questa che ho reso abitale e  che sempre mi ha aiutato a dare risposte nei bivi della mia vita, quando un sì o un no erano decisivi, mi cercavo un luogo simile nella mia mente  e da lì osservavo la visuale della piazza e il cammino da intraprendere e sempre ho trovato la risposta, per me giusta, e sempre ho avuto risposta a me adeguata,  il mio invito infatti  è quello di farlo per chiunque abbia questo dubbio, cerchi sentieri nuovi o un angolo di pace … quando non sai che pesci pigliare, guarda la piazza con i suoi rumori, la gente, i luoghi e siediti in quel cantuccio che senti tuo e che ti da visuale diversa e da lì guardando le cose che corrono attorno a te,  da un luogo solo  tuo e da prospettive diverse, riceverai sempre la risposta adeguata … alle tue domande.

Non ci credete ? pensate che la mia sia una teoria velleitaria e campata in aria ? … venite qui nella mia piazza, cambiate prospettiva,  sedetevi con chi lo fa da secoli, dove vi ho indicato e … provate a chiederlo a Lui :

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e per reclami, se non funzionasse la mia teoria, c’è sempre chi può riceverli poco distante  :

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NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE

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piove,  e la fretta non è mai una buona consigliera, ti induce a comportamenti che mai faresti e a dire cose che sotto il sole non diresti, siamo meteopatici ed è inutile negarlo, chi più chi meno tutti ci facciamo i conti con il tempo metereologico.

se questa mattina appena sveglio avessi trovato un cielo sbarazzino e soleggiato sono convinto che avrei apprezzato meglio il lunedì, se anzichè questo cielo plumbeo e quest’atmosfera da tregenda greca, avessi sentito l’impulso dettato dai raggi tiepidi a correre verso il mare sono convinto che amerei di più il mondo e arriverei persino ad apprezzare le impiegate della locale posta ( notoriamente antipaticissime )

con un tiepido sole, sarei riuscito persino ad apprezzare la vicina di casa che mi faceva notare con un lamento come fosse presa da artriti e reumi, invece sono qui a rimpiangere mattinate che sanno di salsedine o di passeggiate per boschi, insomma alla fine dei conti  tutto è esattamente  come dev’essere il lunedì…

vabbè va mo’ … non ci sono più le stagioni di una volta … anche se devo dire che chi volesse provare, qui nella piazza principale, Renato una quattro stagioni classica e come si deve sa ancora come farla … accidenti, come diceva Totò, questa era una bella battuta, peccato che l’ho sciupata così.

IL CORVO RIPROVA A VOLARE

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Il corvo si portò su uno spuntone alto che era prospicente all’immensa pianura, si sincerò che nessuno fosse intorno, era un volatile serio e non amava esibizioni particolari, la botta era stata dura, l’ala era ancora ferita e ancora si sentiva ammaccato, figuracce in pubblico non le avrebbe sopportate.
Dall’alto di quello spuntone di roccia si vedeva quell’ampio panorama che egli tanto amava, campi e ancora campi e, lontano, quella riga di azzurro che segnalava la presenza del grande fiume, che lento e quasi incurante scorreva silenzioso da sempre, si fece coraggio e con un balzo si spinse nel vuoto, dopo un attimo di incertezza, più mentale che fisica, si accorse che poteva tranquillamente volare, l’ala ferita teneva ma soprattutto, il cuore esultava.

Dopo un breve accenno di picchiata, si arrischiò a virare facendo perno sul vento che era a sfavore contrastandone con l’improvviso cambio di rotta la spinta, ma pretese troppo, l’ala si richiuse e comincio a non tenere più il tempo del battito d’ali, comincio a scendere troppo velocemente, quasi a precipitare, in un improvviso e tenace sforzo dei muscoli remiganti si portò in posizione per poter atterrare, ma arrivò lungo, e capitombolò, anzi diciamo pure che rigirò su sè stesso in una serie di ridicole giravolte e poi non poté evitare di sbattere malamente contro le zolle alla base di un cespuglio di erbacce, ostacolo che lo salvò da conseguenze peggiori, ma che lo riempì di robaccia secca.
Si riprese subito e si guardò intorno, quasi più preoccupato della figura di essere stato visto e di essersi reso ridicolo che non a controllare se si era fatto male, subito si rasserenò intorno sembrava non esserci nessuno, l’ora era quella del tramonto e lui era finito in un pollaio e la vita ordinata e semplice che lì conducevano i polli che vi vivevano, li portava a rientrare in casa presto e quindi nessuno era lì intorno.
Si rimise in piedi e saltellando fece per cercare di uscire dalla rete che circondava quel luogo, quando si accorse, che due occhi lo stavano osservando incuriositi, dietro questi, c’era una bellissima gallinella, di quelle che sembrano fatte apposta per partecipare ai concorsi avicoli, più per la bellezza che le caratterizza che non per la capacità di far uova, era disincantata, aveva sposato un Pinguino, era disincantata e con molte cose irrisolte nel cuore, questa lo stava osservando con un sorriso non nascosto anche negli occhi, che lo gelò, da quanto tempo era lì ? aveva forse assistito alla sua ridicola caduta ?
Reagì d’impulso e come se fosse la cosa più normale al mondo, come se da sempre fosse stato suo amico, le chiese:
” Vieni a fare un volo con me?”
Si accorse troppo tardi che lo aveva chiesto ad una gallina, ma non si meravigliò comunque della risposta :
” Certo… come si fa ? ”
Il corvo la prese per un’ala ( lo so che sono uccelli e mica avevano le mani ma questa è la mia favola e ci metto quello che voglio io ), la invitò ad imitare quello che faceva lui e insieme, dopo una piccola rincorsa e un piccolo balzo, eccoli a volare sopra il pollaio e poi sopra la pianura e poi a godersi quel volo verso l’orizzonte.
Anche ora se si guarda bene, nelle ore che vanno dal tramonto all’alba, in quel tempo dei sogni, li si può veder volare, in quella sottile striscia di spazio che divide il cielo dalla terra, volano e sanno che quella linea di sogno non è eterna .
Ma loro continuano in quel volo che non ha fine e che trae origine dall’amore e dal desiderio …”

 

 

AMPOLLE LUNARI

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il gesto era il tuo, mi hai guardato sorridendo Piero e hai battuto la mano sul sellino, che ho sentito caldo, ero spaventato per averti improvvisamente davanti e non capivo perchè fossi lì, la giornata era calda come quando giravamo sulle tue colline romagnole e gli odori che percepivo erano reali, solo che tu non potevi essere lì, titubante ti ho chiesto mentre mi sedevo:

Dove andiamo ??

e

come puoi essere qui ? Tu  sei … sei …

MORTO

questo non l’ho detto … l’ho pensato, ho creduto fosse un sogno e che potessi quindi svegliarmi e temevo di non poter stare un po’ con te e di non fare un giro sulla tua vespa come da ragazzi … o … che tu potessi offenderti od offendere qualcuno di più grosso e potente ( Dio …. la Morte … non so )  – hai sorriso e mi hai ripetuto

“dai pigrone, muoviti !!! non cambi mai

qui hai fatto quella tua strana risata di scherno

“abbiamo poco tempo

dove andiamo ??

e qui ho pensato,  allora questo è morire … una persona a te cara arriva e ti porta …  di là

sulla luna

e io, come se fosse la risposta più normale ho continuato

a far cosa ??

a recuperare il tuo senno ?

e come novelli Astolfo, siamo partiti a recuperare la polla del mio senno …

Ed ho aperto gli occhi, mi sono ritrovato  in quella stanza di ospedale mentre mi disintubavano ….

sei arrivato tu Piero a riportarmi ancora qui … eri reale e nessuno può dimostrarmi il contrario, ricordo tutto perfettamente del nostro incontro … odori, percezioni colori e sensazioni … Tu eri venuto a riportarmi … ci eravamo lasciati così … non ho potuto chederti scusa … non hai potuto farlo nemmeno tu, una scazzatura fra ragazzi, come innamorati che litigano su qualcosa di cui non sai neanche più il motivo, in quell’età del  ‘poi chiariremo’, chi immaginava che te ne saresti andato così presto … e senza che potessimo vederci un’ultima volta

Avevo un grosso rammarico con Te : non essermi mai potuto chiarire  … e ho capito perchè sei venuto tu … sei venuto a dirmi che lo sapevi, che tutto è come prima, che noi saremo amici per sempre … grazie Piero … sei sempre stato un GIUSTO

a presto amico mio , non ricordo di averti salutato … ma il tempo dove sei, lo misurano in maniera diversa …