Archivio mensile: dicembre 2015

A te si arriva

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A te si giunge solo attraverso di te, di Pedro Salinas
(Madrid, 27 novembre 1891 – Boston, 4 dicembre 1951)

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada,
il nome con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato con te.
Lì mi hai portato tu.

Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine l’istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci oltre a te
offerta, che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio,
che assenza essere dove si è!
Aspetto, passano treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finchè tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perchè so che là dove sono stato
nè ali, nè ruote, nè vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perchè so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te

A ti sólo se llega, di Pedro Salinas (Madrid, 27 novembre 1891 – Boston, 4 dicembre 1951)

A ti sólo se llega
por ti. Te espero.

Yo sí que sé dónde estoy,
mi ciudad, la calle, el nombre
por el que todos me llaman.
Pero no sé dónde estuve
contigo.
Allí me llevaste tú.

¿Como
iba a aprender el camino
si yo no miraba a nada
más que a ti,
si el camino era tu andar,
y el final
fue cuando tú te paraste?
¿Que más podía haber ya
que tú ofrecida, mirándome?

Pero ahora,
¡qué desterrado, qué ausente
es estar donde uno está!
Espero, pasan los trenes,
los azares, las miradas.
Me llevarían adonde
nunca he estado. Pero yo
no quiero los cielos nuevos.
Yo quiero estar donde estuve.
Contigo, volver.
¡Qué novedad tan immensa
eso, volver otra vez,
repetir lo nunca igual
de aquel asombro infinito!

Y mientras no vengas tú
yo me quedaré en la orilla
de los vuelos, de los sueños,
de las estelas, inmovíl.
Porque sé que adonde estuve
ni alas, ni ruedas, ni velas
llevan.
Todas van extraviadas.
Porque sé que adonde estuve
sólo
se va contigo, por ti.

“NAVIGO A VISTA “

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saranno le feste che incombono, questo parlare continuo di cene o regali, la nebbia che oscura da un mese il cielo, le galline che fanno sempre meno uova, le api che stanno sparendo, le cavallette, le rane … quel che volete, ma sento un senso di imponderabilità generale, un che di precarietà senza futuro.

al Circolo l’altra sera fra risatine isteriche di due o tre signore annoiate al bar e lo sguardo perso della barista la cosa era palpabile e ho sentito per la prima volta dopo anni la succitata frase ‘”navigo a vista…”

pronunciata da un ottantaquatrenne quale il possessore del pensiero, ci stava, un po meno quando l’ho sentita ripetere dal bottegaio ventenne che mi allungava il pane, e ancor meno dalla ballerina cubana che anima le notti fra bachate e tanghi argentini nel locale dietro casa …

” navigo a vista … ” se ci penso sopra un po’,  ognuno la può far propria, per quel che mi riguarda qui sopra ci sta come il cacio sui macheroni, in quale posto più di un blog si naviga a vista ???

per il resto al pollaio la vita continua, qui ai confini dell’impero tutto ok e si spera sempre in un colpo di culo, a presto, buona navigazione a tutti.

 

p.s. un saluto a tutte le mezzeseghe che navigano qui non a vista ma … a pelo … ogni riferimento è puramente casuale

UOMINI MEZZIUOMINI E QUAQQURAQUA …

questa va raccontata

Qualche anno fa, ero a Napoli ( preciso che sarebbe potuto accadere ovunque) e piove devo andare ad un appuntamento importante e telefono ad un negozio che mi manda in hotel un commesso con qualche impermeabile per avere una scelta di acquisto ampia.

Li provo ma non sono soddisfatto, per fortuna spiove e rimando indietro il commesso con una mancia, rifiutando la proposta di acquisto, dopo qualche giorno ricevo una fattura d’acquisto per un impermeabile che non avrei onorato e la richiesta di pagare il soprabito.

La cosa arriva alle vie legali ed un caro amico napoletano, decide di rappresentarmi.

Qualche giorno fa dopo essermi dimenticato della cosa, incontro l’amico e mi sovviene la causa e gli chiedo come sia andata a finire la diatriba e lui frettolosamente mi dice che abbiamo vinto la causa, il negoziante ha portato due testimoni che asserivano la vendita e il mio mancato pagamento, noi ne abbiamo prodotti tre che affermano che il soprabito l’ho regolarmente pagato e che il testimone in più ha fatto pendere la causa dalla nostra parte.

Una cosa simile la sto vivendo con una mezzasega qui sopra … ora ho capito che devo solo trovare i testimoni che affermino che di quelle due donzelle, che si compiace di avere in esclusiva, non me ne frega nulla, nè me ne è mai fregato  un cazzo … ma in fondo ai quaqquaraqqua che gli frega della ragione o dell’onore, loro sono contenti a trovare donnette ossequiose e la parola e l’onore a che servono ???

meglio dimenticare anche questa vicenda virtuale, come il soprabito che ho ‘pagato’ e che non ho …

QUEL CHE VUOI :))

“Non esiste la persona giusta…c’è una persona che vuoi…comunque e ad ogni costo…nonostante e perché.”

 

Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco. Da lì, da quell’ossicino, l’uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l’ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L’ho dichiarato disperso finché l’ho visto nel cortile della scuola. Subito quell’idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un’altra persona.

 

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ITACA …

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Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
                                                                             Costantino Kavafis

VOGLIA …

la voglia cresce in tutti i campi anche in quelli del re

nessuno sa accontentarsi e diventa difficile pretenderlo da un semplicissimo uomo

io so aspettare che l’uva diventi vino e non devo inventarmi scuse

sul grado di maturità dell’uva

il tempo è sempre galantuomo

e poi lo sanno tutti che

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FENOMENI DA BLOG

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io lo so benissimo di non avere la capacità ironica di un Campanile o dell’umorismo fine alla Jerome, non posseggo le doti di scrittura  di Flaubert e la fluidità popolare di Guareschi (sono i modelli a cui mi ispiro per intenderci), però ce ne vuole a dire che non mi si capisce o polemizzare su cose per quel che mi riguarda acclarate e dai messaggi che arrivano o mi si scambia è quello che emerge.

Quindi si rende necessaria una serie di osservazioni …

Non entro nel merito di amicizie consolidate, o di lunghe e dolenti storie tormentate d’amore, preferisco una pistola puntata alla tempia che una donna che pensa che io stia congiurando sulla sua bellissima e unica storia che sta vivendo.

Una sola cosa mi chiedo:

come sia possibile pensare che un uomo/donna che qui sopra passa il suo tempo a proporsi continuamente, che si mette sempre in condizione di essere il premio fra queste/i  pretendenti che pensano di aver vinto la battaglia e quindi lo hanno in dotazione, ripeto, come sia possibile credere che questi/e abbiano un deciso e repentino cambiamento di personalità ???

il gioco della seduzione è difficile e grazie al fatto che nel mondo non virtuale ma reale, quello di tutti i giorni per intenderci, possono giocare altri fattori ( bellezza, potere, ricchezza), qui sopra occorre al contrario  abilmente inserire queste informazioni o metterle fra le righe o nelle immagini, vere o fittizie che siano, quindi che c’è di meglio a fare o creare profili anche conto terzi, o mettere nel blog delle informazioni o far passare delle finte o vere ( che siano ) informazioni su sè stessi, qui sopra occorre far credere di essere un maschio alfa che è premio esclusivo di una donna alfa, e tutte sono convinte di essere un’esclusività … tutti pensano di essere de grandi persuasori quando vi riescono, e non si accorgono di aver trovato una / uno che si accontenta del pennacchio della medaglia di cartone della conquista fatta, diventa quindi normale e occorre accettare – come nel reale – che si passa di moda in fretta, credevo però che ci fosse una maturità di gioco, un ruolo a svelarsi … un non pensare di essere sopra a tutto ma tamt’è ( vanità, tutto è vanità come dice il Qoelet ).

Mi accorgo che al contrario molti/e pensano davvero di essere quello che vogliono far credere di essere qui sopra e  … ne rimango stupito e con queste nuove rivelazioni, e prendendone atto, continuo la mia vita da blogger … meno stupito e più cosciente, dico questo senza ironia.

 

sia chiaro che sto parlando fra me e  me … e quindi è a me stesso che mi rivolgo

quindi almeno questo post e i suoi contenuti evitate di farli vostri … e di pensare di essere al centro dei miei pensieri.

POVERO LUPO

” Una volta la mamma le disse: “Vieni, Cappuccetto Rosso. Qui c’è una porzione di torta e una bottiglia di vino: prendili e portali alla nonna, che è a letto, debole e malata; le faranno tanto bene. Comportati come si deve e portale i miei saluti. Fa’ la brava, non allontanarti dal sentiero, e sta’ attenta a non far cadere la bottiglia, altrimenti si romperà e per la nonna non resterà più niente. E quando entrerai nell’ingresso, non dimenticarti di darle il buongiorno e non metterti a curiosare dappertutto come fai di solito.” “Mi comporterò bene” rispose Cappuccetto Rosso, stringendo la mano della mamma …”

E POI ECCO COME VA A FINIRE PER ME :

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