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Io sono profondamente convinto che esista un ‘Genius Loci’ … che altro non  è se non l’essenza del posto, del luogo, che trova nella memoria e nell’esplicazione pratica  di quel posto o del suo cantore  una sua perfetta connotazione e non può essere altro che quella, è una sensazione potente che solo lì si manifesta mi spiego meglio.

Nonna era donna che non si poneva grandi aspettative, si alzava e accudiva alle sue faccende e cercava di arrivare a sera senza aspettarsi di vivere avventure o romanzi, come vedo nella maggior parte di molti che frequento, poi magari si trovava a vivere situazioni epocali o drammi degni di trame alla Dumas o alla Hugo, ma li subiva con la dignità di chi si trova un foglietto della multa sotto al tergicristallo, pagava la multa e tornava alla sua vita.

Il mio paese si trova a subire la ventura di essere nel pieno della zona DOP del melodramma, il bello è che nessuno lo sa e quindi le cose che qui accadono sono sempre quelle che caratterizzano la storia dell’uomo da migliaia di anni, si vive, si tira a campare e si muore come in tutti gli altri paesi al mondo, qui però succedono cose speciali che rendono tutto mitico … anche nei racconti ;

“Accio era un bambino curioso e come tutti i bambini aveva piccoli desideri, Accio voleva un canarino, cosa normalissima il problema è che qui al Pollaio, nessuno aveva mai acuto un canarino e quindi, un po’ per tenere tranquillo Accio, un po’ per metterla come premio ed ottenere da questi un buon comportamento, ad Accio venne garantito che avrebbe avuto il suo canarino.

I genitori erano brava gente e di parola e questo bastava ad Accio per dare la sua di essere ottimo nel comportamento e negli studi, passò l’anno scolastico e  arrivato il periodo della sagra nel paese limitrofo, dove da sempre si teneva una fiera degli animali da cortile, messo il vestito della festa i genitori di Accio, dopo aver visionato la pagella e assicuratisi che quel premio dovevano darlo, accompagnarono il bimbo per quei quattro chilometri che dividevano Accio dall’esaudimento del suo desiderio.

Arrivati fra le bancarelle del mercato, nessun canarino si era trovato, e gli occhi del bambino si stavano riempendo d lacrime, il padre nervosamente girava fra le bancarelle e nessuno gli sapeva dare una dritta e questo er un problema grave per uno come lui,  c’era la sua parola che mai avrebbe voluto mancarvi, la madre di Accio che si era allontanata a parlottare con una signora conoscente arrivò tenendo fra le mani un’ ochetta e mettendola fra le mani di Accio contenta gli disse che finalmente questi aveva il canarino tanto agognato. 

Accio accudì alla piccola oca come fosse una … mamma oca e ‘il canarino di Accio’ crebbe come solo un’oca sa fare, spesso si vedeva il bimbo con al guinzaglio l’oca e per le vie del borgo tutti erano a conoscenza della cosa, anche gli altri bimbi, mai nessuno però fece notare al bambino l’identità dell’animale e ancora oggi qui nel mio Pollaio, per dire a qualcuno che non è proprio sveglio, gli  si dice, riferendosi al proprietario più che all’animale ‘Tiè propria come al canarin d’Accio ‘ ( Sei proprio come il canarino di Accio )

Quando un paese ha storie così … lì c’è il Genius Loci