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AmoSimo

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Bene …è giunto il momento di scrivere quel benedetto post, sono anni che vorrei scriverlo e finalmente va fatto, l’ho pensato, l’ho meditato, ma è ora di metterlo giù e quindi ecco che lo faccio …

Sono felicemente (almeno io), sposato, sono da 36 anni con la stessa Donna ( il maiuscolo non è a caso ), mi ha seguito sopportato e sostenuto, mi ha dato i momenti più belli della mia vita ( il giorno che mi ha dato il primo bacio è quel momento che  non scorderò mai), ci sono stati momenti turbolenti fra noi, difficili e quasi impossibili, ma lei è sempre rimasta lì, un punto fermo della mia vita e anche in questa seconda rinascita lei mi ha raccolto e rimesso in piedi.

Non so cosa io abbia dato a lei, ma so cosa Lei ha dato a me e se sono l’uomo che sono e i miei figli sono i ragazzi che sono, lo devo solo a lei, ho mille difetti e mille vizi, ma mai ho mancato nei miei  pensieri di rispetto per Lei.

Io sono un uomo fortunato e ancora mi perdo in Lei … spero che chi mi ha letto sin qui sopporti questa lettera d’amore, sono le più difficili da scrivere e sto cercando di farlo senza retorica o effetti speciali.

Ho deciso di riaprire questo blog perchè voglio, dopo che vi ho traslocato i pensieri contenuti nei post precedenti, mettere questo che avrebbe dovuto essere il primo,  perchè tutti sono stati ispirati da lei e da ora in poi, in quelli  che seguiranno sarò esplicitamente chiaro, e lei quando parlo di donne o di amore apparirà manca una cosa sola …

Simo io TI AMO

 

A BUON INTENDITRICE / OR ( fa male ma è così )

Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola.
E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se …ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo.Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza”. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo.

Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: Quelli che ti vogliono. E Quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina.

Quindi. Aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l’eguaglianza dei diritti. Ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il sapore della conquista.

Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell’amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato.

Tu non sei l’eccezione. Tu sei la regola.

Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un’altra. Oppure sono gay.

Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: “Ci stiamo frequentando”. Quando la senti, scappa.

Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l’arte dell’essere donna. Impara l’arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere.

Impara a scegliere, invece che essere scelta.

(Tratto da ” LA VERITA’ E’ CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA “)

STORIA DI UN AMORE FINITO

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Ti ho incontrata la prima volta ai tempi del liceo, eri con i ragazzi più grandi, quelli  di quinta che volantinavano.
Ti ho osservata da lontano, intimidito, eri sfrontata e allegra, passionale e promiscua, mi hai affascinato e ti ho pensato per notti.
Poi mi sono deciso ti ho avvicinato e ho cominciato a frequentarti, odiavo che uscissi con altri, ma so che devo dividerti purtroppo sai essere puttana e anche questo mi piaceva di te, purtroppo sei di tutti e questa cosa non l’ho mai sopportata, sono un esclusivista nelle mie passioni e pensavo che sarei riuscito ad averti solo mia che ti avrei legata solo a me, ma è impossibile con te.
Ho passato notti furiose, momenti caldissimi, tradimenti e cocenti delusioni, ma siamo ancora insieme, nonostante abbandoni e lunghi periodi in cui avevo giurato che non ti avrei più frequentato.
Sei un’ossessione che vivo sotto la pelle, che mi da adrenalina e mi spinge avanti, che vivo con più intensità e che mi da gioia di vita, che sento mia e che sa mescolarsi nelle speranze del futuro.
Non sai invecchiare e sei eternamente giovane io so che staremo sempre insieme perchè sai dare speranze e risposte, anche quando sembra tutto finito in sterili polemiche fra noi, io  riuscirò a mollarti ma sappi che rifarei tutto quello che ho fatto per te, quindi volevo scrivertelo, anzi urlartelo :

“io non sono più tuo signorina Politica !!!!!”

VOGLIA DI UN BACIO ( SI PUO’ MORIRE PER UN BACIO NON RICEVUTO )

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voglio un bacio di quelli grossi
un bacio che nasce dalla pancia
dall’irrefrenabile voglia di sentire da cosa sai
che anticipa il sapore delle tue labbra segrete
che si aprono all’unisono alla bocca

ho voglia di un bacio che mescola
che strappa l’anima
divora
…  insaziabile
… inarrrestabile
e divorante

che riempie la notte dei tuoi  sospiri e dei tuoi gemiti
e …
che porta verso il cielo
e

…  oltre le nuvole

TAGLIANDO DI CONTROLLO ( VUOTO A RENDERE )

 

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faccio outing, e lo affermo:
sono un bell’uomo, laureato, con figli, elegante e raffinato, colto, e simpatico …
con un forte senso dell’ironia al limite del sarcasmo, papà era macellaio evidentemente amo scarnificare la retorica di certi pensieri o atteggiamenti.

Ho difetti che sono altrettanto determinanti per chi mi frequenta: non so dare il senso della misura nello stare insieme ad altri, faccio sempre quel che mi pare e sopporto raramente le critiche, parlo troppo e non so tenere un segreto, a meno che io sappia e sia sicuro che sia tale, ma quando mi accorgo che tutti lo sanno ( e posso confermare che quasi sempre è così ), lo riporto e mi diverto a questionarci sopra.

Sono leale e diretto, mi sento un uomo del rinascimento, ho cambiato visione del mondo su molte cose, ma su alcune non riesco a transigere, ho sempre tempo per un bicchiere con gli amici ( che sono quelli di sempre, tranne che per la morte, nessuno mi ha mai lasciato ), adoro le donne e le invidio, le capisco e sono contraccambiato, ne ho amate molte e sono stato riamato, cerco nei limiti del possibile di essere monogamo e normalmente vi riesco, non ho mai tenuto il piede in due scarpe tranne che nel sesso, difficile ora entrare in questo argomento  ma sono fatto così.

Odio come amo con la stessa intensità con cui mi lascio prendere dai sentimenti, ho fatto pazzie per amore e so che le farò sempre, non sono romantico ma so sognare e vivere con dolcezza e sussurrare parole d’amore con la donna che sta con me, mi alzo quando si alza dal tavolo, apro le porte, la faccio senitre protetta e una regina e ci godo se so che le piace avere mille attenzioni.

Ho l’aspetto che mi frega come Jessica Rabbit: ” non sono cattivo, mi disegnano così” e nell’attesa che la natura mi disegni diversamente, approfitto del mio apparire per saper dividere l’acqua dal vino o mescolarli assieme in uno sguazzone, senza perdere mai il senso di rispetto verso gli altri che ci vuole.

QUELLI COME ME …

quelli come me sanno esserci
quelli come me non si aspettano nulla
quelli come me chiedono quello che vogliono
quelli come me si innamorano
quelli come me se non li rincorri li perdi per sempre
quelli come me non sanno tradire e sono di un’infedeltà cronica
quelli come me trovano sempre il tempo per un bicchiere con gli amici
quelli come me sanno odiare perchè sanno amare
quelli come me sanno perdonare
quelli come me sanno ridere
quelli come me sanno morire
quelli come me sanno di buono
quelli come me sanno mandarti affanculo
quelli come me sanno che quelle che mi vogliono rischiano
quelli come me sanno che non è facile per niente
quelli come me sanno che un sì o un no è per sempre

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LA DONNA CHE MI PIACE

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io amo chi sa che il principe azzurro arriva, arriva sempre, che magari lo sa mandare affanculo perchè nel frattempo ha deciso che vuole viversi un’altra storia, ma non si sgomenta di fronte all’impossibilità di affrontare anche i draghi per vivere un amore.
amo la femminilità e la bellezza e la sa trasporre nel saper leggere e scrivere e non sopporto chi ha tattiche, chi non sa spogliarsi, togliersi una maschera, un’armatura, chi non riesce a cogliere un’unicità, chi non sa distaccarsi dalle emozioni o delusioni provate e le omologa, le confonde, fa di tutta un’erba un fascio.
amo chi sa aspettare, chi sa essere solo tua, chi anche nel deserto di un agosto o di una giornata, sa farti arrivare una parola e accarezzare con un pensiero, amo chi sa baciare e non mescola labbra e cuori.
amo chi vuole guardarti negli occhi, e fa chilometri per vederti, chi non ti giudica se non quando le parole le ha sentite dette dal vero e le cose le chiede a te, amo chi sa che quando è il momento occorre esserci

COME DOVREBBE ESSERE … ( sceneggiatura perfetta )

INTERNO STANZA LETTO

Incontro dopo molte avvisaglie di una LEI e unLUI e  si sono incontrati da poco

c’è molta intesa, parlano sono interessati e si guardano negli occhi

LUI E LEI sentono trasporto e sanno di essere presi l’uno dall’altra e non hanno

fretta si stanno studiando e come in una colonna sonora si prendono  e poi è

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come …

a) una confidenza calda come di Sinatra in  ‘ My way ‘:

b) sentire il ritmo del cuore – un magico basso e percussioni con la voce di Mick Jagger

in ‘Simpaty for the devil’;

c) quindi provare un brivido – come sa dare Sade ‘ Smooth operator’;

d) spunta inevitabilmente un desiderio – come mette la voce di Adele ‘Someone like you’ ;

e) non frenare l’impulso di una carezza che addolcisce – “Tears in heaven” di Clapton ;

f) improvvisare gli abbracci come in uno di quegli straordinari guazzabugli in crescendo

che sapeva creare magistralmente Rossini ‘La gazza ladra;

g) segue la potenza e un’esplosione di suoni e di passione condito dall’impeto di Behetoven

– Concerto n.5 per piano e orchestra “Imperatore”;

H) e a seguire un orgasmo liberatore … quasi un’esplosione,  di Mercury

quando con la Montserrat intona ‘Barcelona’ ..

 

 

 

RITORNO ALLA VITA

RAMARRO

Io lo sapevo che non è doloroso finire il percorso,  la morte sa come e quando arrivare, fra il caldo dell’estate e le parole dolci che ti arrivano dal telefono, non credo si sappia di andarsene e tutto e così ironico a ripensarci … al contrario sono gli incubi e la spossatezza del dopo, se ritorni, che ti inchiodano nel letto in cui ti svegli e a volte non puoi fare altro che pensare, perchè il dolore riempie ogni movimento ed ogni gesto.
Quando ho preso coscienza di dov’ero e mi sono guardato attorno era difficile da accettare, sono convinto che un reparto di rianimazione sia la stanza del dolore per eccellenza, tutto è circondato da torpore, ma ricordo distintamente che quello che stava attorno a me era solo la rappresentazione in terra di un pregirone infernale.
Uno strano girone dove ognuno sconta la sua pena ed è accudito da angeli, perchè solo delle anime buone possono lavorare a contatto diretto con il dolore, quello vero, palpabile e scevro a volte da ogni speranza, riuscendo a farti sentire ancora vivo.
Io non ricordo i visi degli infermieri e delle infermiere, mi ero ripromesso che li sarei andati a trovare, sulle mie gambe e avrei stretto loro la mano, ma non voglio dare loro un che di umano, voglio lasciare che siano nella mia mente come coloro che lentamente hanno accudito prima al mio corpo e poi alla mia mente, riuscendo a ridare una speranza al futuro e un barlume di lotta per ricominciare.
Ogni volta che esco e passeggio, rido o ritorno a fare la mia vita è un muto ringraziamento che rivolgo a loro, e ogni volta che una grande emozione torna a sconvolgere il mio cuore è a loro che va il mio pensiero.
Non voglio togliere nulla a quanti hanno pregato, pianto e sperato di ritrovarmi come loro lo ricordano, ma è a questi angeli che io voglio oggi tornare a pensare e a dare un caro ringraziamento.

LA CONSISTENZA DELLE PAROLE

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Vuoi per noia e per pigrizia mentale, non mi sono mai cimentato nello studio delle materie scientifiche e sempre rimarranno misteri per la mia mente cose acclarate quali i basilari elementi di fisica o di matematica, ancora oggi, se preso alla sprovvista e con domande a bruciapelo trovo difficoltoso rispondere a certe tabelline richieste dalla più elementare tavola pitagorica, non parliamo quindi di cose ben più impegnative, quali logaritmi o postulati matematici o a una serie di domande sulla struttura dell’universo e di quello che lo compone.
Mi appaiono sovente alla mente, pensieri improvvisi che poi cancello subito, entrerei nel pericoloso gioco mentale dei perchè e della loro soluzione che non sarei in grado di risolvere, pensieri tra l’altro che considero odiosi, io voglio e amo che molte cose non abbiano risposta e rimangano nell’indistinto della mia ignoranza.
Ma volte, ascoltando un cd di musica, penso che,  se il suono ha una sua fisicità, una corposità che si può catturare, che al nostro orecchio viene trasormato in musica o in parole, mi piacerebbe inventare un aggeggio che sappia trovare questa consistenza fisica le parole dette e che in base ad un codice genetico che queste contengono,  le attribuisca ad una e solo a quella persona, con questo apparecchio, andrei alla ricerca delle mie prime promesse d’amore, della mia prima parola, risentirei voci dimenticate o addirittura farei lavori scientifici per individuare le frasi che attribuiamo a persone famose.
Chissà dove fanno a finire tutte le nostre frasi, se rimangono nel luogo ove sono state pronunciate o vengano portate dal vento e si mescolino in un indistinto e confuso suono in eterno che circonda la terra come un anello di saturno. .
Questo però sarebbe però il mestiere che fa per me :
il cacciatore di parole ( o visto che va tanto l’inglese il worcksbuster o bladewriters ), ritroverei antiche promesse, attribuirei valore a ciò che ci fa emozionare e viene bistrattato come vacuo ed effimero, il verbo pronunciato da labbra che quando lo ha proferito era quello per cui saremmo anche stati disposti a morire e magari oggi nemmeno le ricordiamo, dissacrerei uno dei proverbi latini che più mi sta sulle scatole – scripta manent, verba volant – sarei un cacciatore volante e darei consistenza a quello che esce da noi stessi.
Riporterei come un mazzo di fiori le frasi di chi non è più vicino ma è stato importante, ridarei luce alla speranza di ritrovare un emozione che credevamo scomparsa, darei autenticità a quello che veramente è stata la fonte dei momenti più intensi di una persona, volutamente eviterei le maldicenze, le cattiverie, le perfidie, tutto quell’armamentario che recherebbe odio, facendo solo risaltare il bello, in una faziosità partigiana in favore dell’amore.
Oggi so finalmente quale mestiere vorrei praticare da grande e quale risposta dare  alla domanda a cui mai ho dato risposta alle elementari o nei pomeriggi a casa di qualche zia.